BREVE INTRODUZIONE STORICA DELL’ARCO

BREVE INTRODUZIONE STORICA DELL’ARCO


L’arco è considerato a ragione l’elemento architettonico che ha maggiormente ampliato le capacità
di conquista dello spazio, raggiunte in primis dagli ingegneri romani nelle loro monumentali
strutture.
Seppur sviluppato dunque nell’impero dell’Urbe, la tradizione da lungo tempo accettata non
attribuisce la sua invenzione ai rudi discendenti di Enea, bensì a maestranze etrusche. Com’è noto, i
contatti tra il mondo romano e quello etrusco si attestano già dal VI secolo a.C. con i Tarquini,
ultimi re dell’allora appena nata Roma; ma bisognerà aspettare il III secolo per vedere innalzati gli
esempi più antichi di struttura voltata, nelle porte urbiche delle città di Perugia, Volterra e Falerii
Novi.
Curioso è però notare come gli stessi Romani (in particolare Seneca) non abbiano reputato gli
Etruschi maestri in questo campo, ma abbiano ritenuto i Greci come inventori dell’arco voltato.
L’informazione di fatto potrebbe contenere un fondamento di verità, soprattutto in considerazione
dell’alto grado tecnologico raggiunto dal mondo greco e magnogreco, al quale bisogna rivolgersi
per ottenere puntuali riscontri (Paestum, Elea, Eraclea,..).
In conclusione possiamo affermare che la tecnica delle volte si è diffusa gradatamente dal III secolo
a.C. in avanti nella penisola italiana e che i Greci e gli Etruschi, effettivamente più progrediti in
fatto di stereotomia1, vi elaborarono i primi modelli conosciuti dai Romani. Questi ultimi
adottarono la tecnica e la perfezionarono fino ad averne una padronanza pressoché assoluta, sia
nelle forme e nei materiali sia nella valutazione delle spinte e della portata, facendone
un’elaboratissima definizione architettonica.